Scrive di: Ivan Goll

Recensione: “Sodoma e Berlino” (1976)

© Mario Biondi
Divieto di riproduzione integrale
e obbligo di citazione (per cortesia...)

Di Ivan Goll, poeta, drammaturgo e romanziere, il lettore di lingua italiana conosceva e conosce tuttora molto poco. Infatti, degli oltre ottanta titoli registrati nei bollettini della «Société des amis de Ivan Goll», fino all’anno scorso in italiano erano apparsi praticamente solo due cicli di poesie: Les Géorgiques parisiennes, pubblicate nel 1969 da Guanda e la delicatissima Erba di sogno, pubblicata nel 1970 da Einaudi, con una commossa e illuminante breve prefazione della moglie, la poetessa Claire Studer, sua inseparabile compagna e collaboratrice.
Alla fine del 1975, infine, le raffinate e microscopiche Edizioni Il Formichiere, di Milano, hanno pubblicato il romanzo Sodoma e Berlino, annunciando la prossima stampa di altri due romanzi, Abbasso l’Europa e Lucifero invecchia.
Ebreo, bilingue, nato nella Lorena francese ma cittadino tedesco, Goll respirò l’aria di tutte le esperienze dell’avanguardia storica europea, incontrandone i padri e gli zii nel corso del suo continuo peregrinare tra Francia, Germania, Svizzera, Stati Uniti e persino Cuba: da Apollinaire a Joyce (e dell’Ulisse curò l’edizione tedesca), da Majakovskij a Zweig, da Marinetti a Jouve, da Romains a Werfel. Nel 1912 aveva cominciato a frequentare i circoli letterari espressionisti di Berlino e nel 1924, un mese prima di Breton, pubblicò la rivista «Surréalisme», purtroppo arrestatasi al primo numero: e i programmi surrealisti già aveva anticipato nelle prefazioni ad alcune pièces teatrali (p.e. Methusalem), in cui postulava l’«Überrealismus» e la «Alogik».
Tra il 1927 e il 1935 nella sua attività domina il tema della decadenza e della crisi di quell’Europa moderna che è in preda agli effetti del morbo che sta distruggendo la ragione e preparando la tragedia nazifascista: ne nascono romanzi come Die Eurokokke, Der Mitropäer e Sodome et Berlin.
Nella Berlino dell’immediato primo dopoguerra, «città del Nord e della Morte... città malata e purulenta», in preda all'inflazione e ai sussulti politici dello spartachismo, arriva Odemar Muller con la sua divisa da reduce e il fascino del segno incancellabile lasciatogli sul viso dal duello studentesco con un adolescente principe Thurn und Taxis.
La carriera di Odemar sullo scenario di un mondo livido e folle — dipinto facendo abile e ampio ricorso a tutto il bagaglio di un espressionismo che deve ancora sciogliersi nel surrealismo («Courteline dell’espressionismo» è stato definito Goll da Brecht) — è evidentemente scritta negli astri e come tale è sfolgorante. Arruolato per un caso nelle file della rivoluzione spartachista, altrettanto per un caso ne diviene subito Commissario del popolo all’Igiene, nel governo del signor Zimmermann, che pero non vede mai la luce. Ma gli astri impongono al suo destino di essere luminoso: Nora, sorta di colorata e giovane Madamé Verdurin da Neue Sachlihkeit, in bilico astuto tra il potente marito Finkelstein e il mondano amante, lo psichiatra Sahar, se ne invaghisce, ne trama e perfeziona la conquista e con lui vola verso la gloria. L’idea geniale è di Odemar e i mezzi di Finkelstein: Nora è il tramite.
«lo prevedo per i prossimi anni — profetizza Odemar — una straordinaria crisi mistica» e, detto fatto, viene progettata e fondata la Società della fratellanza universale, più brevemente Sofru, capitale cento milioni, con sede a Berlino e Odemar come presidente del consiglio di amministrazione. Finkelstein fornisce un elegante edificio per installarvi la sede e mette a disposizione i propri importanti legami con il mondo della finanza per lanciare un prestito al quale aderiranno tutti coloro che, essendo in disperata attesa del nuovo Dio, sono naturali alleati e quindi futuri membri della Sofru: ogni setta segreta e ogni piccola società può entrare automaticamente con tutti i suoi membri nel trust sottoscrivendo un minimo di venticinque azioni.
Non è il caso di anticipare altro. Basti ricordare che alla serata inaugurale intervengono, tra gli altri: «una delegazione dell’Unione delle vergini di Norimberga, il cui primo obiettivo era l’abolizione dei dancing... parecchi membri dell’Associazione delle ex cantanti wagneriane... parecchi panteisti... una coppia di nudisti... la setta dei Sodomiti al gran completo... parecchi attivisti dell’anno 1915. Alcuni contro-attivisti dell’anno 1919. Alcuni super-attivisti dell’anno 1920... Una suora carmelitana, evasa dalla sua bara, che lanciò la moda dei capelli rasati...

Pubblicata sul "Corriere del Ticino", 12 giugno 1976
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