Güle güle. Parti con un sorriso
Ponte alle Grazie, 2003
IN EDIZIONE DIGITALE
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Tante località, in diversi continenti, ma soprattutto il ponte di Galata, il Corno d’Oro, il Sahara algerino, il bazar di Istanbul, i bagni turchi, i paesaggi lunari dell’Anatolia, il Golfo di Aqaba, l’Egitto e le dolcezze del Nilo, i profumi di Aleppo, i colori di Isfahan: luoghi mitici, archetipici dell’immaginario occidentale, che hanno intrattenuto nei secoli – nei millenni – un fruttuoso rapporto di incontro-scontro con la cultura del Mediterraneo, arricchendola. Il nostro viaggiatore, "curioso come una gallina", ha percorso in lungo e in largo queste terre, le ha amate moltissimo, si è perso negli incanti delle loro mitologie, ha assaggiato e goduto di tutte le loro specialità culinarie, mangiato polvere sulle loro scomode strade bianche, cristallizzato i ricordi con la sua macchina fotografica. E ora ci restituisce questo vasto patrimonio di ricordi attraverso la sua scrittura vitalissima e ironica, sempre pervasa da un allegro stupore delle cose del vasto mondo. Le sue peregrinazioni sono iniziate – ma non sono ancora finite – nella seconda metà degli anni Sessanta, quando il turismo italiano si concentrava sui comodi litorali nostrani.
Viaggiare era ancora un’esperienza riservata a pochi ardimentosi disposti a spostarsi con ogni mezzo possibile, a dormire dove capitava… a rinunciare agli spaghetti. E soprattutto a entrare in contatto con altre culture, a non temere l’imprevisto, a sentirsi cittadini del mondo. Insomma, era un’esperienza riservata a chi, oltre a essere "curioso come una gallina", avesse anche un certo desiderio di avventura e molto senso dell’umorismo. Nella convinzione che "sorridere" sia uno degli atteggiamenti più proficui per confrontarsi con gli altri.


Güle güle, dicono i turchi a chi parte. Significa, più o meno: "Sorridi, sorridi", ovvero "Buona fortuna". Lo si vede anche scritto dappertutto. E chi parte risponde Allahaısmarladık: "Dio sia con te". Un bellissimo modo di salutarsi. In un mio romanzo di ambiente ottomano ho reso liberamente Güle güle come "Parti con un sorriso": il senso è quello. Adesso lo uso come titolo per questo libro. (Mario Biondi)


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