Due bellissime signore
Rizzoli, 1993


Si conoscono appena. Si sono incontrate poche volte. Eppure sono legate da un profondo senso di simpatia e stima. Sono belle, eleganti, sicure, ma hanno soprattutto coscienza di essere donne libere, indipendenti, capaci di affermarsi in questo mondo al maschile. Eppure, stranamente, a cementare il loro vincolo è proprio la determinazione a salvare un uomo, al quale sono legate in un caso da amicizia e stima e nell'altro da un amore spirituale e fisico a cui nulla potrebbe fare velo. Patrizia, giovane, battagliero avvocato di successo; Juliette, raffinata stilista di grande successo. Due personalità che nulla potrebbe piegare. L'uomo — inquieto, affascinante — è in lotta contro la violenza di altri uomini, impegnato in un'impresa titanica, ai limiti del possibile, in nome di un amico morto suicida perché travolto dalla più vile delle sopraffazioni. Un obbligo morale di cristallina onestà e dunque tale da suscitare torbidi intrighi. Caduto nella rete tesa dagli avversari — affaristi senza pietà, speculatori senza scrupoli, un politico senza morale —, viene carcerato, messo in dubbio persino nella sua identità personale. Sembra sconfitto, finito. Ma non rimane mai solo. Con un'indagine paziente e ostinata Patrizia scopre il sottilissimo bandolo di una sconvolgente matassa legale. Juliette sa mettere sulla bilancia tutta la propria capacità di agire, ma soprattutto la forza del suo amore indomabile. Il finale lascia il lettore senza fiato. Vincono la solidarietà, l'amicizia, l'amore.


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