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Mario Biondi
SENZA TITOLO E ALTRO

(1976 e oltre)
[Inedite]

 
SENZA TITOLO

(1976)


dopo la porta c'è un andare di piedi
nella città friggere di memorie
fare poesia che fatica un lamento
un sesto grado e la mano
mettila qui sul davanti che è rossa
la pietra pomice in tasca non sta bene
brucia di grigio può anche far male
ma il cuore è una pera fra i tram
un corteo di lebbrosi che salta
anche stasera le camole sul vetro
tirarle via è un'altra somma di lavoro
o partire per il mare in sette/otto
mettere i piedi nello sporco di petrolio
i padroni passano e abbaiano
con la targa Panama e Florida
sorrisi in technicolor: stringigli il pugno
stringilo forte vedrai come gli trema
il b.d.c. tra le labbra
fagli un fischio un raglio un catarro:
sono i padroni non gli fa male



SENZA TITOLO

(7 - 5 - 79)


dopo morto
dopo morto, sai,
diranno
il cane era bravo:
annusava la piscia
sentiva il suo destino
poi lo raccontava
in favole belle
capite da nessuno
la bestia
prendeva i suoi calci
proprio nel culo



SENZA TITOLO

(19 - 2 - 79)


ecco le dita aperte piano
l'occhio è una ragnatela
di nuovo le dita chiuse
stringono il vuoto dentro
la parola corre lontana
forse nella neve
i graffiti della sabbia
come sono gelati
mio amore morto
cuore di cane
bocca di fango
e poi lacrime inutili
lacrime brutte
il silenzio del sole
pesa sul freddo della pelle
sullo smog della vita
un sasso che affonda
sì:
una cosa che non torna


SENZA TITOLO

(18 - 5 - 80)


primavera occhi miei
il destino, lo sai,
è la pelle della vita
la Pasqua l'hanno fatta
di deserto
l'asfalto
l'abbiamo nel palmo della mano
che comunque ti amo

il bastone del cuore
è partito questa sera
a cavallo del vapore
ha detto ciao con i suoi occhi
io muoio, lo sai che muoio
adesso mi siedo nel buio
mi strappo piano un dito
me lo ficco in un osso
tu lo sai che muoio

saranno mesi minuti ore
di telefono rotto
di semafori rossi
di pugni sui denti
saranno anni
sono anni
che sono morto, lo sai,
ma non lo sai

occhi belli occhi miei
dove sei
ti canto una canzone stranita
questa sera di notte
perché sono morto
e non lo sai



PER IL PITTORE SANDRO SOMARÈ

[1987 - Su un catalogo d'arte]


e lo spazio si fa tempo, Sandro,
colora il grigio, muove le vicende,
la porta si apre, le ombre volano,
azzurro, rosa, non so: è la realtà?
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