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Mario Biondi
IL DIVANO DI ANATOLIA

(1978 - 1979 - Presumibile revisione 1984)
[Inedito]

 
1


quell'amore dipinto
a caratteri piccoli
sulla griglia del muro
l'abbiamo nascosto
dita incrociate
l'abbiamo poi cercato

nel divano di Anatolia
ieri domenica all'alba
non l'abbiamo trovato:
ce l'hanno coperto
con la biacca del comune
l'abbiamo perduto


2

poi sono qui
filo di un telefono
cordone di una luce
punta di un pennino
guardo una lampada
il fumo il portacenere
dall'angolo di un occhio
l'alone di una radio
rotondo
una pila di carte imbecilli
mi raccontano
un'altra Anatolia
qui al buio


3

poi non ha senso
la bambina le braccia rovesciate
il cane un sorriso strano
gli sci sono babbucce vecchie
camminiamo amico procediamo ancora
ecco negli occhi
il fotogramma di un rimpianto
sopra i fogli che raccontano:
una città che ti cerco
Konya per esempio
ma non so


4

eppure gli occhi
baceranno gli occhi
le mani scivoleranno
le mani
un ricordo di bianchi di neve
i cavalli hanno corso
hanno vinto hanno perso
guarderemo le ombre poco certi
che adesso tutto cambia
per esempio la rete delle foglie
la spugna dell'asfalto
i piedi camminano
uno e due e poi uno e poi due
amico che stanchezza
che peso sui capelli
oggi a Diyarbakir


5

amori scomparsi
schegge di cuore in Anatolia
sogni inventati
cotone nell'aria
e non parlare
pugnale veleno
macchia di inchiostro
sopra la fronte
screpolata del mondo
guardo i comunicati del mare
Izmir:
questi giornali turchi sotto un braccio
non dicono niente di nuovo
niente


6

ecco le dita sono aperte
l'occhio è una ragnatela
di nuovo a dita chiuse
stringono il vuoto intorno
la parola va lontano
forse nella neve del Nemrut
gli dei della pietra
sono di gelo
mio amore morto
cuore di cane bacca di fango
lacrime inutili
il silenzio del sole
pesa sulla pelle
questa nebbia di vita
un sasso che affonda
sì:
non ritorna


7

nella realtà le mani
(le mani le mani)
ecco: le mani
un coccio rotto
forse anche un cavallo
sì: un cavallo dell'estate
a Erzurum (forse a Kars)
dove sei?

la città corre sotto i piedi
l'albero tace
la ruota avanza piano
svolta sulle foglie
di un progetto di autunno
ad Hakkari
dove sei?
la campana ha suonato?
hai alzato la mano?

di nuovo la mano
sto male
le ossa tremano
a Van
i nervi mi fanno lo sgambetto
la foto sul giornale era bella
sei tu?

ma il mondo
è una tasca di stracci
puntine carte
una traccia di gesso
un abbonamento
guardo la foto ancora
bacio gli occhi
sfioro una lacrima
dove sei?

i cani del curdo
hanno ormai dieci mesi
molte ore
tantissimi minuti
i jeans sono corti
la giacca è bella
la fronte è di velluto
le labbra quando le ho viste
a Palmyra
erano strette a pensare
dove sei?

piccola cosa perduta
dolore nella schiena
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