Mario Biondi
CONCLUSIONI DI ORFEO

(1967 - 1968)
[Pubblicate su Marcatré n. 37/38/39/40: 1 - 6] [Inedite: 7 e 8]

Prima Conclusione


sollevano le mani      scommettono per forza    corrono scivolando

lambiscono la pelle      cancellano le dita   forzano sulla leva

respirano colorati      segnalano gli incroci           ritornano sui cerri

                       

 

freschi di vernice      sul colore del quarzo  per amore del fuoco

pallidi di misura   sulle dita del sole      per passare nei giochi

lucidi di coraggio      sull'asfalto dei fianchi  per gridare silenzio


selezionano costati   consultano giornali      sollevano le barche

appoggiano l'asfalto lasciano le meduse         prendono queste dita

cercano di piegare   roteano sorridendo       tornano trafelati


            dopo che avranno coltivato ogni senso

            gireranno le mani sull'altra scacchiera

            per gettare monete sulla pelle dl fuori


seconda conclusione


se chiudono gli occhi dopo averli aperti

se dopo chiusi li riaprono ancora

se li richiudono ancora dopo averli riaperti

se dopo averli richiusi


            per vedere domani se non avranno

            visto oggi se non saranno con le ma

            ni sugli occhi schiacciate se grideranno

            con i fianchi appoggiati


con le mani della pelle se strisceranno

dovendo brulicare negli occhi ma poi

bruceranno sul tempo dalle sbarre

canteranno aggrappati


            ogni notte di fuori sulle strade

            scivolando se saranno di pietra quelle ma

            ni testarde afferrando le dita saranno

            se saranno scacciati


                  N.B.

                  I fatti avvengono

                  tra Viale C. e Via A.

                  si tratta di fratelli

                  che spesso non ci sono

                  quando è lunedí


terza conclusione


se fanno cerimonie       se hanno           per andare lontano

se hanno sospeso       rasentano sentieri      se leggono notizie

se sono solitari       di essere per dopo        rammentano gli scopi

sanno la diligenza       le religioni            le conclusioni

hanno una mano sulla fronte e guardano lontano


se di essere      per dopo           non provano paura

quando dopo      tornano scoloriti          di ridere

concedono        gli amici            il tempo remoto

che si esclude       rotolando               dal conteggio dei minuti

ma con le mani nella tasca fingono indifferenza


quando vendono       brandelli di stoffa       sospetti

per essere mal nati       temono dopo       di avere esagerato

anche la diligenza       le religionl          le conclusioni

che si stende          sulle dita del deserto   che non trova

anche se ugualmente battono le strade con martelli di vinile


            se delle mani che si sporgono nella

            sera hanno un ricordo piuttosto in

            definito portano gli occhi troppo a

            vanti per rispondere con esatta coe

            renza alle diverse sollecitazioni


se della storia   portano una visione      sulle calze

indecifrablle che non possono           graffiare

una monetasi riflette          nell'immenso solitario

degli scacchi    più del mare           che rimbalza

nella ricerca della vita che ha fatto un funerale


quarta conclusione


che delle forze      dopo che si sforzano        che trasformano

che hanno sperperato     che debbono cantare     di ferro battuto

che dell'uomo      contraffatto dal principioche lasciano passare

per forza      che per moneta dopo           tentano di toccare

hanno l'uomo nelle mani che si sgretola di gesso


            come forse dovrebbero sanno contare le dita

            spezzate le piaghe di carta dell'uomo del ca

            ne rampollo dell'altra avventura che sanno

            spiegare nel piano lasciato lontano dell'ul

            tima strofa di avere goduto l'amore di qual


che minuto   alla fine la mente    che sanno

che hanno potuto      sperare      spezzare gli sguardi

che sentono cadere      le ore della notte      fanno un pentimento

una carezza      sull'orlo della pelle      che fanno passare

che sanno di dolore      di cristallisfasciati      che debbono aspettare

che trascura una speranza  come forse dovrebbe


            che di misurare se hanno perduto la calma

            non possono credere soprattutto all'orec

            chio dei passi che si trascura nel sentie

            ro dei pentagrammi che poi hanno tralascia

            to di misurare con esatta percezione delle


vendette dei bisogni che si             stagioni che soprattutto

sono riversati sulle sponde             dovranno basare le regole

delle rincorse ammettendo             della propria sopravviven

che il peccato dell'uomo ce             za su un diagramma insolu

rte volte deve la misura di             to di potenza e rispetto

se stesso alle anticipazio            che sanno contare sulle

ni di uno stato superiore            punte delle dita davanti



quinta conclusione

quando superano l'orario degli indu

gi che hanno camminato con la mente

soprattutto di sognare sulle sponde

di un'ottusa ragione fanno subito

dopo la conoscenza di un ricordo che

si affonda con la pelle delle dita

sulla carta che qualcuno lacerando

trascina il suo cuore sopra i carri

delle strade che reclinano verso de

stra talvolta tra le piante che si

addio devi andartene

adesso hai superato

la misura delle umane

convenienze e sei

solo un grande porco

dopotutto e non puoi

piegano a guardare spargono

a piene mani seminando la na

tura degli amori che qualcu

no solitario diverrebbe sen

za la condizione di contare

vedono un dito puntato che indica la

porta che apre subito dopo su un fu

turo solitario che indica le mani con

un fiore nella bocca che si volta ri

tornando sui suoi passi che si avvol

ge nel mantello nascondendo la perso

na e le vergogne la farina del diavo

lo che muove le dita che sente che sa

essere sincero perciò

affonda nella merda

che nasconde ogni

debolezza di cane

che guaisce dopo

ogni calcio e abbi

sulla fede che ritorna osses

siva risuonando tra i campio

ni di un concetto universale

di peccato sublime che hanno

frequentemente desiderato

l'accortezza di cambiare destino


sesta conclusione


coprono le mani

vendono le piaghe


            stringono negli occhi

            respirano nel fango


            qualcuno ritorna cavalcando sicuro

            sopra l'erba che consuma le cortecce


hanno dei sentimenti la concretezza

che stendono supini ribattendo


            piegano sull'acqua

            compensano le doppie


                  sui palmi delle mani

                  la violenza dei padri


      coprono le dita degli occhi lamentando

      della carta nella sua sicurezza di poi

      hanno dell'amicizia il furore che sanno

      che si sparge sotto il sangue della sua

      figura del rumore di un ritorno che già

      si racconta sopra i prati del cemento

      nel guanciale che nasconde le sue mani


                  alla stessa maniera

                  che volano tra i sassi

                  solamente se le dita

                  credono di volare


settima conclusione


osservano le dita strettamente

sono soli che scendono dal muro


hanno un cerchio disegnato sulla pelle

poi reclamano di essere stravolti


hanno stretto tra le braccia un fazzoletto

hanno urlato con la voce delle orchestre


                 Sugli occhi hanno sistemato

                  un lenzuolo colorato per co

                  prire le sembianze di un am

                  plesso che avrebbero dovuto

                  quasi per gioco controllare

                  sulle schede anagrafiche di

                  un ritorno nel silenzio perché

                  dopo hanno scritto sulla por

                  ta:


                                         forse è morto davvero


ottava conclusione


hanno detto lascia stare di

pingi le dita di giallo non

vedi amore mio che sogno di

vedere le tue dita sulla co

lonna di cristallo hanno de

tto vai via buona notte ade

sso rinchiuditi nella tua ta

na con due schermi di mucchi

di sangue di ragazzi amore

mio tu lo sai eppure ho pre

so un treno del mattino una

autostrada e sono qui tra i

due schermi che spingo le ma

ni davanti e didietro se tu

vendi il tuo corpo come io

vendo il mio come noi vendia

mo il nostro non vedi la co

lonna di cristallo che si ac

cartoccia gocciolando non si

amo saltimbanchi crediamo nel

le mani che porti sulle pia

ghe hai due occhi di fango

li debbo leccare per sempre

I miei libri in formato Kindle

Slide copertine